Anima blu
dedicato a Marc Chagall
In scenaDomenica 15 gennaio – ore 17.00
RegiaMichele Sambin. Musiche: Enzo Carpentieri, Michele Sambin, Kole Laca. Elaborazione video: Raffaella Rivi.
CoreografiaScene ed immagini: Michele Sambin. Costumi e foto: Claudia Fabris. Elaborazione suoni: Davide Sambin Zara.
Interpreti principaliFlavia Bussolotto, Marco Tizianel
CompagniaTAM teatromusica
Noteideazione Michele Sambin, Flavia Bussolotto
DescrizioneSpettacolo vincitore del Premio Eolo Awards 2008 per il miglior spettacolo di Teatro Ragazzi Italiano e del Premio Festival Feten ‘09 - Gijon (Spagna) per la migliore scenografia. Siamo partiti dai sui quadri per compiere un viaggio nella poetica di un pittore che ci emoziona. Temi quali; la nascita, l’amore, la solitudine, la città, la festa, il circo, la guerra, la morte emergono dall’interiorità di un poeta-pittore e prendono forma in icone che fanno pensare ai sogni. Cavalli, galli, capre, pesci, asini volanti, agnelli, gatti e vacche. Gli animali ci guardano. E insieme agli animali, innamorati, angeli, violini, acrobati, musicisti. E la città, immobile. Il tempo, immobile. Ci siamo immersi nel mondo iconografico di Chagall per farne emergere un racconto che ha dato tempo e sviluppo alla pittura, un mondo silenzioso ha così trovato la sonorità. Gli autori, alimentati dalle immagini ricche di suggestioni di Chagall pittore, hanno tessuto trama e ordito fino a costruire una piccola storia. Si sono immersi nel suo mondo iconografico per farne emergere un racconto che ha dato tempo e sviluppo alla pittura. L’incontro tra i corpi dei due attori e le immagini pittoriche avviene all’interno di un dispositivo scenografico che consente la realizzazione di figure ibride tra il reale e il fantastico. La videoproiezione è un terzo attore che dialoga con i corpi veri e crea suggestioni visive riuscendo a coniugare i due piani. Il ritmo e la musicalità del gesto in forma coreografica colmano ciò che manca alla pittura per essere teatro. Nello spettacolo avvengono continui passaggi dalla realtà del quotidiano; questi due mondi separati e paralleli, della realtà e del sogno appunto, si alternano sulla scena e finiscono per confondersi uno nell’altro, integrandosi tra loro fino a che non saranno più due mondi distinti, ma un unico momento che li contiene entrambi.

 

 

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