La tempesta
di William Shakespeare
In scenaSabato 19 Gennaio – ore 21.00
RegiaValerio Binasco
Coreografiamusiche originali Arturo Annecchino scene Carlo de Marino - costumi Sandra Cardini
Interpreti principaliValerio Binasco, Fabrizio Contri, Fortunato Cerlino, Andrea Di Casa,, Simone Luglio, Gianmaria Martini, Deniz Ozdogan, Fulvio Pepe, Giampiero Rappa, Sergio Romano, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati
CompagniaPopular Shakespeare Kompany produzione Oblomov Films in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana e Festival shakespeariano - Estate teatrale veronese
DescrizioneE’ nata una nuova compagnia, la Shakespeare Popular Kompany. Battesimo ufficiale La Tempesta. La compagnia si impegnerà, ogni anno, a mettere in scena un classico per offrire al pubblico grandi testi, in un momento in cui la crisi sta ridimensionando le messe in scena. La Tempesta ha nel ruolo del protagonista lo stesso Valerio Binasco, pluripremiato sia come regista che come attore in più momenti di una carriera che spazia dal cinema al teatro come l’esperienza dedicata proprio al Bardo al teatro Garibaldi di Palermo, entrata nella storia del teatro italiano. “La Tempesta è uno dei testi più misteriosi e affascinanti del teatro mondiale e deve il suo fascino proprio al suo mistero… cercare il bandolo della matassa è inutile; è molto meglio puntare dritti al cuore della matassa, e perdersi. Qual è il cuore de La Tempesta? Per me è un dramma (malinconicamente) giocoso sulla fine della civiltà, sulla fine della vita e sulla fine delle cose in generale”. trattasi di una delle pièce più ‘magiche’ di Shakespeare, appartenente alla sua ultima fase creativa, quella dei ‘romances’, in cui rielabora in dimensione mitica e sacrale le grandi tematiche delle tragedie e commedie precedenti, a partire dalla lotta intestina per il trono – qui quella di Prospero, il legittimo Duca di Milano fatto esiliare dal fratello Antonio sull’isola misteriosa, dove si rincontreranno dopo il naufragio e la Tempesta -, a quella del teatro nel teatro – e infatti è questo uno dei pochi casi in cui il Bardo rispetta le tre unità aristoteliche – e a quella degli scherzi e incroci amorosi che sono sempre rivelatori di altro – come accade a Miranda, figlia di Prospero, e Ferdinando, figlia del Duca di Napoli amico del fratello usurpatore Antonio. Qual è la lezione per noi oggi? “Che c’è solo da comprendere. E comprendere non è perdonare. È arrendersi. Alla fine, resterà solo l’eroismo degli arresi. E Prospero, con fatica, si arrende. Anche se – dicono- ha vinto”. Spiega in conclusione Binasco.
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