Come un granello di sabbia Giuseppe Gulotta, storia di un innocente
La XXII° Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie con l’Alto Patronato del presidente della Repubblica
In scenaMartedì 21 marzo 2017 - ore 21.00
RegiaSalvatore Arena e Massimo Barilla
CompagniaMana Chuma Teatro
Noteuna co-produzione Mana Chuma Teatro / Fondazione Horcynus Orca /Horcynus Festival ’15 in collaborazione con la P.E.C. e Giusto Processo con il sostegno di Provincia di Reggio Calabria, Comune di Reggio Calabria, Comune di Bova scene Aldo Zucco musiche originali Luigi Polimeni disegno luci Stefano Barbagallo equipe tecnica di scenografia Antonino Alessi, Grazia Bono, Caterina Morano assistente alla regia Ylenia Zindato consulenza storica Giuseppe Gulotta e Nicola Biondo autori del libro “alkamar-la mia vita in carcere da innocente” (ed. Chiarelettere)
DescrizioneCome un granello di sabbia A diciotto anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante è arrestato e costretto a confessare l'omicidio di due carabinieri ad Alkamar, piccola caserma in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato trattano, con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. Gulotta ha vissuto ventidue anni in carcere da innocente e trentasei anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito, ha lottato a testa alta, restando lì come un granello di sabbia all’interno di un enorme ingranaggio fino al processo di revisione (il decimo, di una lunga serie), ostinatamente cercato e ottenuto, che lo ha definitivamente riabilitato. Una storia dai contorni oscuri e tormentati, dalle conseguenze violentemente drammatiche e non risanabili. Lo spettacolo nel far luce sulla vicenda, rendendo dignità anche a tutte le altre vittime del caso, si carica della responsabilità di declinare una drammaturgia che renda giustizia alla dimensione di una vita quasi interamente sottratta per ragioni inconfessabili. Prova ad innescare un processo di identificazione, pur senza aver attraversato quello che lui ha attraversato, senza aver sofferto quello che lui ha sofferto con un incredibile senso di dignità e consapevolezza. Prova a compiere questo corto circuito narrativo sottraendosi a qualsiasi intento retorico

 

 

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