Chi ha paura di Virginia Woolf ?
di Edward Albee traduzione Ettore Capriolo
In scenaVenerdì 21 aprile 2017 - ore 21.00
RegiaArturo Cirillo
Interpreti principalicon Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Edoardo Ribatto
CompagniaTieffe Teatro Milano
Notescene Dario Gessati costumi Gianluca Falaschi luci Mario Loprevite regista collaboratore Roberto Capasso assistente alla regia Giorgio Castagna assistente scenografo Lucia Rho assistente costumista Cristiana Di Giampietro fotografo di scena Diego Steccanella
DescrizioneChi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee ha debuttato a Broadway nel 1962. Del 1966 è la versione cinematografica che rese celebre Albee in tutto il mondo: il film, diretto da Mike Nichols, ha come interpreti Elizabeth Taylor e Richard Burton nei ruoli di Martha e George, George Segal e Sandy Dennis nelle parti di Nick e Honey. Il titolo della pièce Chi ha paura di Virginia Woolf? gioca con le parole della canzoncina “Chi ha paura del lupo cattivo?” (Who's Afraid of the Big Bad Wolf?), motivetto che Martha e George canticchiano ogni tanto, dall'inizio alla fine dello spettacolo. Il testo, potente macchina attoriale, è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo e sull'amore. Come in un gioco al massacro siamo in un salotto, in una notte di sabato, dove pian piano si dà inizio ad un sacrificio, ad un esorcismo. Giocando e recitando ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto. Nel distruggere l'altro si distrugge se stessi, e poi ci si trova soli con l'altro, due solitudini a confronto, senza più difese, senza più riti che ci proteggono, senza più teorie analitiche che ci consolano; soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere. Soli davanti alle proprie paure, come un bambino nel bosco, o di notte con i propri incubi. E poi, forse, quando sta per nascere l'alba immaginare di potersi prendere cura di sé, e dell'altro, con dolcezza e morbidezza.
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