Romanzo d’infanzia
In scenaDomenica 22 gennaio 2017 - ore 17.00
CompagniaQuintavalla - Stori - Compagnia Abbondanza/Bertoni
Notetesto Bruno Stori coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori musiche Alessandro Nidi ideazione luci Lucio Diana elaborazioni sonore Mauro Casappa costumi Evelina Barilli fonica Tommaso Monza luci Andrea Gentili/Alberta Finocchiaro organizzazione Dalia Macii ufficio stampa Francesca Leonelli voce fuori campo Silvano Pantesco coproduzione Teatro Testoni Ragazzi con il sostegno di MIBAC – Dipartimento Spettacolo
DescrizioneRomanzo d’infanzia è spettacolo acclamatissimo in Italia e all’estero; oltre 600 repliche, tradotto e rappresentato in 4 lingue. Detiene una collezione di premi da far invidia a qualunque compagnia teatrale. Romanzo d’infanzia è un’esperienza non solo teatrale ma anche un viaggio a ritroso nella propria vita di bambino, e dedicato a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore. L’infanzia è il diamante della nostra vita, grezzo e abbagliante, ma può esser scheggiato, offuscando la potenza della sua luce e causando male. Se è vero che d’amore si può impazzire è ancor più vero che senza amore si diventa matti e infelici. E che disastro i bambini senza amore o troppo amore. Siamo al cospetto di qualcosa che assomiglia al capolavoro di Truffaut I quattrocento colpi, alla fine del quale il protagonista ci consegna l’immagine della determinazione, del carattere, della capacità di scelta cresciute sulle prove di cui è costellata la sua storia. Possono un fratello e una sorella continuare da grandi quella simbiosi di complicità e affetto in cui la metafora della danza rivela correttamente essere anche il germe dell’eros? Possono la ricerca, la curiosità, la trasgressione, le birichinate continuare a giustificarsi nell’equivoco del rapporto di dipendenza e di ribellione tra genitori e figli? La poetica e lievissima storia racconta le gioie, le tenerezze, le paure e le disillusioni in cui ciascuno trasforma in biografia personale questo comune destino d’infanzia. Commuove gli adulti e fa ridere i bambini. In scena i danzatori/attori si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre e figlia e poi fratelli, sì, soprattutto fratelli, e alternano il subire e il ribellarsi e difendere e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere. Un vero capolavoro.
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