Nijinsky and Diaghilev
Stupor Mundi
In scenaSabato 16 novembre 2019 - ore 21.00
RegiaDaniele Cipriani
Interpreti principaliStefania Di Cosmo, Amedeo Amodio, Mauro Bigonzetti, Giorgio Mancini, Giuliano Peparini
CompagniaCompagnia Daniele Cipriani
Notea cura di Daniele Cipriani coreografie Amedeo Amodio, Mauro Bigonzetti, Giorgio Mancini, Giuliano Peparini musiche di Claude Debussy, Stefano Luca, Maurice Ravel , Carl Maria von Weber testi Patrizia Veroli Compagnia Daniele Cipriani maître de ballet Stefania Di Cosmo solisti Susanna Elviretti, Mattia Tortora, Marco Lo Presti e con Alessandro Burini, Mattia Ignomiriello, Davide Pietroniro con la partecipazione straordinaria dell’attrice Vanessa Gravina musica Massimo Mercelli (flauto), Nicoletta Sanzin (arpa)
DescrizioneA 110 anni dalle storiche esibizioni parigine che diedero vita ai leggendari Ballets Russes, lo spettacolo rende omaggio ad una delle pagine più significative della storia della danza e agli autori di una nuova e rivoluzionaria espressione artistica: Sergei Diaghilev (1872 - 1929), instancabile impresario teatrale russo, e Vaslav Nijinsky (1890 - 1950), divino danzatore e genio del balletto. Con Diaghilev, Nijinsky e gli artisti vicini ai Ballets Russes, da Lèon Bakst a Picasso, da Claude Debussy a Igor Stravinsky, da Michel Fokine a Léonide Massine, nasceva un’esperienza teatrale del tutto nuova che superava i canoni del balletto ottocentesco e diffondeva un’ideale di opera d’arte totale, in cui soggetto, musica, scenografia, costumi e danza fondevano i rispettivi elementi di eccellenza. La serata ripercorre le tappe di questa ‘rivoluzione’ in un inedito programma che omaggia il genio e l’opera dei due grandi artisti russi. In apertura Le Spectre, creazione di Giorgio Mancini (già direttore artistico del Ballet du Grand Théâtre de Genève e del MaggioDanza e coreografo per i più importanti teatri italiani e internazionali) su musica di Carl Maria von Weber; il brano immagina l’incontro d’arte e di vita tra Diaghilev e Nijinsky. In programma un estratto da Mediterranea di Mauro Bigonzetti, balletto italiano tra i più rappresentati e richiesti nel mondo.Torna in scena anche L’après-midi d’un faune, storica versione di Amedeo Amodio del balletto di Vaslav Nijinsky, che tanto scandalo destò alla sua creazione (1912), sulle note di Claude Debussy: curve musicali che accompagnano le sinuosità dei corpi danzanti. In chiusura, il Boléro di Maurice Ravel, partitura con cui si sono cimentati moltissimi coreografi, qui nella nuova versione a firma di uno dei più brillanti coreografi italiani, Giuliano Peparini, già primo ballerino del Ballet de Marseille e storico collaboratore di Roland Petit, nonché coreografo per le più importanti compagnie di danza, in Francia, Russia, Giappone e Italia.

 

 

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