L’Avversario
Lettura scenica di Invisibile Kollettivo
In scenaMartedì 08 aprile 2020 – ore 21.00
Interpreti principaliNicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman, Debora Zuin
Compagniaproduzione Teatro dell’Elfo
Notedi Emmanuel Carrère traduzione di Eliana Vicari Fabris (Adelphi Edizioni) Lettura scenica di Invisibile Kollettivo con Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman, Debora Zuin e per la prima volta sulla scena Niki contributi in francese Georges Epinette luci Roberta Faiolo suono Giuseppe Marzoli produzione Teatro dell’Elfo
DescrizioneIl 9 gennaio 1993, a Prévessin-Moëns, nella Francia orientale, Jean-Claude Romand ha ucciso moglie, figli e genitori. Poi ha tentato, invano, di suicidarsi. Le indagini che sono seguite al suo gesto hanno rivelato che non era un medico come aveva sempre sostenuto e, cosa ancora più difficile da credere, non era nient'altro. Mentiva da diciotto anni, ma l'identità fittizia che si era costruito non copriva nulla. Quando stava per essere scoperto, ha preferito sopprimere tutte le persone di cui non avrebbe mai potuto reggere lo sguardo e, per questo, è stato condannato all'ergastolo. Scrive Emmanuel Carrère, che a questa vicenda ha dedicato uno dei suoi libri più folgoranti: «Io sono entrato in contatto con lui, ho assistito al suo processo, e ho tentato di raccontare con precisione, giorno dopo giorno, questa vita di solitudine, d'impostura e d'assenza. Di immaginare cosa gli passava per la testa durante le lunghe ore vuote, senza progetti né testimoni, che avrebbe dovuto trascorrere al lavoro e invece passava nei parcheggi autostradali o nei boschi del Jura. Di capire che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi ha toccato così da vicino. E tocca, credo, ciascuno di noi». Nello spettacolo del « protagonista » se ne percorrono le tracce, si ode anche la voce registrata di alcune deposizioni in tribunale ma la sua figura resta nell’ombra. E’ solo evocata, suggerita in un racconto a più voci che dà la parola alle vittime, ai testimoni, a chi ha creduto di conoscerlo. Ed anche loro sono tratteggiati sommariamente giocando sulla modalità narrativa. Ma questa sorta di semplificazione spettacolare non attenua l’intensità della performance, anzi ne acuisce la tensione. Invisibile Kollettivo ha voluto indagare cosa, di questa terribile storia, risuoni in ognuno di noi, attraverso un resoconto dove il confine tra la realtà dei fatti e l’invenzione romanzata è, a ben guardare, molto labile.

 

 

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