Venetia Picciola Festival

Venetia Picciola Festival

April 23, 2022

venpic

Una città e la sua musica

Un festival per recuperare alla viva pratica musicale e all’ascolto le opere più significative prodotte dalla cultura musicale casalasca tra Seicento e Settecento, secoli di maggior splendore per la città di Casalmaggiore. Un percorso che inizia coi compositori Ignazio Donati (ca. 1569-1638) e Francesco Vignali (1609-1659), assunti “con pubblico stipendio” e col concorso delle principali confraternite per servire nelle chiese cittadine. La vitalità della cultura musicale locale è testimoniata ancora  dal ruolo di rilievo assunto nella corte mantovana, già dalla fine del Cinquecento, da suonatori di strumenti ad arco provenienti da Casalmaggiore (i cosiddetti «violini di Casalmaggiore»). Una  tradizione che dà i suoi frutti migliori nella prima metà del Settecento, con Andrea Zani (1696-1757) e Carlo Zuccari (1704-1792), cultori delle principali forme violinistiche e orchestrali dell'epoca e protagonisti di un'importante fase espansiva della cultura strumentale italiana.

Ambizione del festival è ricostruire il paesaggio musicale cittadino di quel tempo, mettendolo in relazione alle esperienze musicali maturate nel territorio circostante, in Italia e in Europa nello stesso periodo, così da evidenziare il contributo originale del territorio alla formazione e allo sviluppo del linguaggio musicale in età barocca. 

Una piccola Venezia in riva al Po

Nella storia e nella cultura di Casalmaggiore, almeno a partire dal primo Seicento sino a inizio Ottocento, è costante il riferimento a Venezia come modello di vivacità economica e mercantile, di autonomia politica, di “saper vivere” civile. Lo storico locale Ettore Lodi nel 1629 ricordava: “Fu parimenti preso Casalmaggiore da' Veneziani, e ridotto che fu al suo dominio di molti privilegi l'onorarono e l'arricchirono, conoscendo bene essi quanto importasse a’ loro interessi per la sua situazione esserne padroni. Dal che allettati quei di Casalmaggiore venendo ben visti, e ben trattati largamente, cominciarono a trafficare in Venezia, conducendovi vino, gualdo, canape, ed altri suoi frutti, e nel ritornare ricaricavano le loro navi di spezierie e di altre mercanzie di maggior valore, e conducendole a Casalmaggiore divenne quel luogo molto principale, e di gran negozio, ed era come città; ed a guisa di una piccola Venezia da ogni contorno concorrevano genti a provvedersi”. Qualche anno prima, nel 1623, Ignazio Donati dedicava l’imponente raccolta di musica sacra Salmi Boscarecci ai “Signori del Consiglio” di Casalmaggiore, ringraziandoli per averlo “condotto con stipendio, e onorario publico per Mastro di Capella in questa loro nobilissima terra. Alla quale parmi veramente, che non manchi di Città altro che il nome. Poiché ha un Popolo cosi numeroso, civile, nobile, e ricco; retto con governo tanto politico dal Consiglio di loro Signori Quaranta Decurioni; che rassembra una perfetta Aristocrazia. [...]. Ha tale, e tanto commercio di varie mercanzie, per esser costeggiata dal vasto fiume del Po; che per il gran porto de' Navigli, a gran trafico, che tiene, suol chiamarsi, Venezia Picciola”. Ove, accanto all’esplicito elogio del dinamismo mercantile veneziano, si può leggere forse in filigrana un riferimento all’esemplarità dell’assetto politico della Serenissima, a quei “Serenissimi Duci della Libertà Veneziana” che Traiano Boccalini, solo un decennio prima di Donati, indicava come “quelli, che godono la più perfetta Aristocrazia, che giammai abbia avuta il Mondo”. A tali generici riferimenti si aggiunge un'esplicita connessione con la cultura musicale veneziana contemporanea:  Donati stesso segnala di aver inserito nella sua raccolta alcune Messe in cui “Il Sanctus, e l'Agnus Dei si sono posti così semplici, e brevi alla Veneziana, per sbrigarsi presto, e dar loco al Concerto per l'Elevazione; e a qualche Sinfonia alla Communione”. L’esempio della Serenissima, dunque, era anche un modello di splendore e ricchezza musicali, con cui la città poteva adeguatamente autorappresentarsi e celebrarsi. Nel Settecento, poi, i compositori e violinisti casalaschi Andrea Zani e Carlo Zuccari, traendo verosimilmente profitto dal soggiorno mantovano di Antonio Vivaldi, si faranno seguaci e diffusori in Europa del modello concertistico vivaldiano, con esiti originalissimi.

Calendario

Locandina

Come raggiungerci

Via Benedetto Cairoli, 53 - 26041 Casalmaggiore (CR)