When the Rain Stops Falling

When the Rain Stops Falling

Sta piovendo. Gabriel York aspetta l’arrivo del figlio ormai adulto che non vede da quando questo aveva sette anni. È questo l’inizio apparente, o forse l’epilogo, di una saga familiare che ci porta, vertiginosamente – dal 2039 al 1959, slittando nel e con il tempo – alle soglie di un diluvio torrenziale che ha il sapore eccentrico e favoloso della pioggia di rane in Magnolia di Paul Thomas Anderson. È la storia delle famiglie Law e York: quattro generazioni di padri e figli, delle loro madri e mogli. Quasi un romanzo teatrale intimo e distopico che Bovell disegna con un’affascinante struttura drammaturgica, dove i diversi fili narrativi, il graduale sovrapporsi delle temporalità e l’incrocio dei destini delle quattro generazioni, raccontano una corrispondenza così profonda tra le esperienze di ognuno da suggerire che negli alberi genealogici non vi siano ‘scritti’ solo i nomi dei protagonisti, ma anche i comportamenti, le inclinazioni, i desideri e gli errori.  Un viaggio nel tempo, una vera e propria forma stilistica grazie a un’architettura narrativa nitida e complessa che si muove nello spazio e nel tempo della storia stessa. Una scena scivola nell’altra grazie a un salto agile, semplicemente descritto con un “e ci troviamo in” e diventa così imprevedibile, svela combinazioni, corrispondenze e collegamenti tra i personaggi che s’immergono, letteralmente, nell’azione teatrale entrando e uscendo dal racconto di ognuno degli altri. E lungo l’arco delle generazioni le madri e i figli, i mariti e le mogli reiterano gesti, frasi o comportamenti quasi inconsapevolmente, come un’eco di vite che non hanno conosciuto, ma presentono. Bovell – con leggeri, impercettibili slittamenti – usa ‘quasi’ le stesse parole ripetute anche in salti generazionali, adombra con straordinaria efficacia al meccanismo fatale dell’eredità e al mistero della memoria. Come se questa, mutasse e s’infiltrasse, nelle nostre vite. Nei gesti e nelle cose stesse.

di Andrew Bovell
da un progetto di lacasadargilla
regia Lisa Ferlazzo Natoli
traduzione Margherita Mauro
con Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese,
Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano
scene Carlo Sala
costumi Gianluca Falaschi
disegno luci Luigi Biondi
disegno del suono Alessandro Ferroni
disegno video Maddalena Parise
produzione ERT / Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro
Due
con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas
Premio ANCT 2019 per la regia a Lisa Ferlazzo Natoli
Premio Ubu 2019 a Lisa Ferlazzo Natoli Miglior regia, a Gianluca Falaschi Migliori costumi e
a Andrew Bovell Miglior nuovo testo straniero o scrittura drammaturgica
Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2019 a Camilla Semino Favro Migliore attrice
emergente

Biglietti: Intero € 20,00  Ridotti e Loggione € 15,00

Programmazione

March 6, 2022

Ore 9:00 PM | Save the date

Come raggiungerci

Via Benedetto Cairoli, 53 - 26041 Casalmaggiore (CR)